La comunicazione nel sapere riabilitativo

La comunicazione pubblica in sanità ha avuto uno sviluppo più lento e tardivo che negli Enti locali. Una delle prime fasi di implementazione è stata infatti rappresentata dall’istituzione degli URP a metà degli anni ’90 (D.Lvo sul Pubblico Impiego n. 29/1993). A livello nazionale, il contesto appare inoltre disomogeneo anche a causa delle differenze d’organizzazione tra i Servizi sanitari Regionali.

Questa situazione si ripercuote sulla comunicazione pubblica, in quanto il territorio e la tipologia d’utenza condizionano strutture, mezzi e modi di “fare comunicazione”.

Si è rischiata così la “congestione informativa”, un difetto strutturale della comunicazione che con la diffusione capillare della telematica è diventato più evidente e di non facile soluzione per la sua complessità. Alla congestione informativa si è sommata la ridondanza comunicativa. I due fenomeni, strettamente legati tra loro, rischiano di vanificare gli sforzi che anche i professionisti della comunicazione fanno per consentire agli utenti di ricevere messaggi chiari e incisivi.

Di salute oggi parlano tutti e se ne parla ovunque: in tv, sui social networks, sulle riviste, al bar. La comunicazione in ambito sanitario fa parte, infatti di quelle aree ‘trasversali’ della comunicazione pubblica destinata ad assumere un ruolo centrale e strategico nelle relazioni tra Stato e cittadino e per cui occorre individuare strumenti più efficaci per rinnovare il canale informativo delle Pubbliche Amministrazioni, rendendolo maggiormente rispondente alle esigenze dei cittadini, attraverso un’erosione continua del “muro di gomma” che fino a qualche tempo fa impediva quasi del tutto ogni forma di comunicazione e feedback.

Web e salute

La diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, insieme allo sviluppo di Internet, hanno reso possibile e necessario questo miglioramento, tuttavia i discorsi intorno agli argomenti di salute sono spesso frutto di convinzioni radicate nelle persone, di falsi miti e delle cosiddette fake news veicolate dai media.

Il Web permette di consultare risorse immesse dagli altri e di offrire i propri contenuti ad una platea potenzialmente infinita di persone. Con il Web si realizza la visione di un unico ipertesto multimediale e a disposizione dell’umanità.

Il successo della Rete come medium versatile e più credibile è ulteriormente accentuato dalla crisi di autorevolezza dei canali tradizionali sempre più assimilati a quella sfera pubblica ufficiale alla quale il nuovo protagonismo sociale tende a sottrarsi.

Nel 12° Rapporto Censis-Ucsi 2015 sulla comunicazione, Internet è ritenuto il mezzo più credibile ed è esploso anche attraverso uso dei social networks.

La comunicazione in sanità

La comunicazione in sanità viene tradizionalmente intesa come quella interpersonale del sanitario con il paziente. In realtà essa include anche quella pubblica con la popolazione nel suo complesso o con i suoi rappresentanti, nonché con gli utenti del servizio sanitario (per esempio, la gestione dei reclami).

Nell’Azienda sanitaria si può individuare una duplice connotazione della comunicazione pubblica. Si tratta di processi comunicativi distinti, ma con profonde aree d’integrazione e di sinergia:

  1. la comunicazione sanitaria, incentrata principalmente sui servizi e sulle prestazioni,
  2. la comunicazione di crisi finalizzata a dare una risposta corretta ed equilibrata alle richieste dei media e dei cittadini;
  3. la comunicazione per la salute, elemento costitutivo e leva strategica delle politiche di promozione della salute stessa.

Il reclamo è, nella maggior parte dei casi, un’opportunità per migliorare il servizio offerto.

La gestione del reclamo verbale o scritto è attività definita e istituzionale dell’URP. La conduzione del procedimento da parte di specialisti della comunicazione garantisce imparzialità, trasparenza e dimostra l’importanza attribuita dall’Ente all’ascolto dell’utente per tutelarne i diritti. La mancanza di strategia e organizzazione può palesarsi nei momenti critici, quando può essere tardi per intervenire efficacemente anche a tutela delle parti coinvolte.

La comunicazione e la medicina riabilitativa

Questa situazione così rappresentata ci porta a delle specifiche considerazioni per l’area riabilitativa di nostra pertinenza.

È fuor di dubbio che nel soccorso alla persona che affetta da malattia è  sofferente, sia fondamentale:

1) la conoscenza che porta alla identificazione rapida del quadro patologico ossia la diagnosi;

2) il saper fare così da essere immediatamente operativi con il progetto riabilitativo;

3)  il saper essere che si esplica nel comunicare in un rapporto interrelazionale chiaro al malato e alla sua Famiglia cosa si potrà ad intraprendere.

Dobbiamo dare ruolo alla comunicazione che non è un fatto residuale del rapporto tra medico e paziente ma è quella fase in grado di ripristinare ciò che è andato perso nei tempi passati ovvero la Fiducia.

In effetti non solo la Fiducia è andata perduta ma prima ancora è andata persa la Autorevolezza delle fonti istituzionali rappresentate, nel nostro mondo, dal Medico.

Dobbiamo essere consapevoli purtroppo che, anche Coloro che sanno ed hanno capacità riconosciute possono perdere credibilità in quanto hanno male gestito il tempo e le aspettative del paziente creando spazi per “Sciamani”o false aspettative.

Oggi è più difficile essere medici e per riprendersi l’autorevolezza occorre essere semplici, sinceri e gentili nel comunicare, mostrare concretezza e umiltà nella proposizione, avere la capacità di approfondimento diagnostico e terapeutico. Questo ci metterà in grado di non fornire una Percezione negativa che si realizza attraverso una cattiva comunicazione.

È finito il tempo delle caste ed è iniziato il tempo del Fisiatra che possiede il linguaggio della conoscenza e della disponibilità.

La società civile richiede a noi tutti un continuo aggiornamento e la promozione di ricerche di base ed applicate per sempre migliorare le capacità così da essere Medici idonei alla diagnosi, terapeuti e comunicatori: come negli obiettivi della Società di Medicina Riabilitativa Interventistica Mininvasiva.

Sempre più prende dimensione qualificante per l’operato del fisiatra non solo il possesso di elevate capacità tecnico-scientifiche ma anche il saper essere medico con una efficace comunicazione nella presa in carico del paziente.

Sappiamo bene che l’essere umano colpito improvvisamente da malattia, scopre di essere debuttato in un altro contesto, molto diverso da quello da Lui finora conosciuto inducendolo in una condizione di marcata insicurezza e sconforto.

Gran parte della complessità deriva dall’ accesso alla Sanità: l’accesso diviene un momento decisivo dovendo essere il più rapido, il più vicino al cittadino cosi ‘che questo sia consapevole di Chi? … di Come?… e Dove? si possa affrontare la sua malattia.

Affinché nella nostra disciplina questo si realizzi, diviene molto importante l’istituzione di un sereno rapporto a due tra fisiatra e paziente.

Come si può realizzare tutto questo?

Il cittadino oggi è più informato e più consapevole e possiede una serie di “skills “, spesso la Rete fornisce una serie di informazioni spesso non esaustive o addirittura sbagliate; purtroppo la Rete non crea nessuna soggezione al malato, non si spazientisce, non lo guarda con aria spesso di sufficienza, e così Internet diviene il primo informatore, con cui ci dobbiamo confrontare.

Per questi motivi dobbiamo essere in grado di istituire tra medico e paziente una Alleanza tra Coprotagonisti avendo l’autorevolezza per non farsi comprimere dalla potenziale fuorviante informazione della Rete.

C’è un nuovo paradigma da declinare: si deve passare dalla Compliance del paziente verso la proposta terapeutica all’Adherence da parte del paziente verso la proposta terapeutica.

In questo contesto la comunicazione in ambito riabilitativo non rappresenta più solo la via di costruzione per un rapporto empatico ma una progettualità riabilitativa applicata alla realtà attuale rispondendo alle esigenze dell’uomo del terzo millennio con tutte le sue difficoltà ovvero rapidità nell’intervento, risoluzione del dolore, recupero funzionale con ripristino dello stato di equilibrio psico-fisico. La Medicina Riabilitativa Interventistica Mininvasiva con l’autorevolezza delle proprie conoscenze è in grado oggi di porre in essere tutti gli approcci terapeutici idonei a queste finalità sapendo quale ruolo fondamentale giochi la comunicazione che oggi va intesa sia a tre, in quanto ci sono parole spese in una relazione tra medico e paziente e parole spese ed usate diversamente in una relazione tra medico e caregiver, sia multipla in quanto vi è la presenza della Rete.

Anche in questi contesti la Società di Medicina Riabilitativa Interventistica Mininvasiva riveste un ruolo importante in quanto idonea con protocolli ormai definiti a fornire chiarezza al malato e buone pratiche al medico iscritto alla SIMRIM sul saper fare, saper essere, saper comunicare.

 

Raoul Saggini e Rosa Grazia Bellomo

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